Corso “Tecnici per il presidio idrogeologico del territorio

P.O.R. F.E.S.R. 2007/2013.
Obiettivo Operativo 1.6 “prevenzione dei rischi naturali ed antropici”.
Realizzazione del sistema dei presidi territoriali idrogeologici e idraulici.
Attivita’ di addestramento da svolgersi presso la Scuola Regionale di Protezione Civile “E.Calcara”.
Corso “Tecnici per il presidio idrogeologico del territorio“. Zona di allertamento 3
(Gennaio 2014 – Maggio 2014)

Relazione Sul Lavoro Svolto

1. DATI DI RIFERIMENTO

In aggiunta ai dati già messi a disposizione dalla Scuola di Protezione Civile, tra cui:

  • Base topografica CTR 1:5.000;
  • DEM (risoluzione 5m)
  • Ortofoto, anno 2004,

lo Scrivente ha aggiunto il seguente materiale:

  • Base Topografica estrapolata da Rilievo Lidar (risoluzione 1m), su gentile concessione del Ministero dell’Ambiente
    (in figura 1 uno stralcio della carta prodotta con la differenziazione di un limite morfologico preso dalla CTR e successivamente dal dato LIDAR, notevolmente più accurato)

Figura 1: stralcio limite area pedemontana.
IN ROSSO estrapolata dalla CTR (risoluzione 5m). IN BLU dalla topografia LIDAR (risoluzione 1m)

  • DEM e Carta delle Acclività (risoluzione 1m)
  • Reticolo Idrografico estrapolato dal DEM con specifiche elaborazioni idrologiche (con il software HEC-HMS) (figura 2)

Figura 2 : Idrografica dell’area di intervento
A SINISTRA estrapolata da CTR (risoluzione 5m). A DESTRA estrapolata da DEM LIDAR (risoluzione 1m)

  • Dati pluviometrici della stazione meteorologica “Sant’Egidio del Monte Albino – Corbara”, su gentile concessione della Protezione Civile della Regione Campania
  • una specifica analisi storica dell’intera area di intervento, prendendo a riferimento la seguente cartografia tecnica opportunamente gereferenziata:

2. PROCEDURA SEGUITA

Il lavoro del corso è stato finalizzato alla redazione dei seguenti elaborati:

A) Definizione delle caratteristiche morfologiche dell’area

B) Definizione della zona di invasione

C) Definizione dei Punti Critici

Tutti gli elaborati sono stati realizzati sotto direttive specifiche del prof. Antonio Santo – responsabile scientifico del Corso di Formazione – durante le attività di Laboratorio e seguendo scrupolosamente la sua Dispensa “Redazione della Carta dei Punti di Crisi”.

A) Definizione delle caratteristiche morfologiche dell’area

La carta geomorfologica dell’Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale (ex Sarno) è stata completamente rivista, potendo basare il proprio lavoro su un Dato LIDAR, che mostra una risoluzione 5 volte maggiore di una comune Carta Tecnica Regionale. Basti vedere la figura 3 dove è stato confrontato il DEM estrapolato dal dato CTR 1:5000 dal DEM prodotto dal dato LIDAR.

E’ stato pertanto individuato con estrema precisione il limite della fascia pedemontana, distinti i versanti regolari da quelli sub triangolari e definite le zone di possibile innesco di frane da colata rapida di fango e da crollo.

Figura 3 : Modello Digitale del Terreno. Confronto da CTR a sinistra e LIDAR a destra

Per individuare le frane che hanno colpito l’intera zona, cioè per capire la reale e specifica dinamica di dissesto idrogeologico, è stato completamente ignorato il dato disponibile dall’Autorità di Bacino competente, dato che l’Ente si è limitato ad individuare possibili tracce morfologiche di frane e non fenomeni franosi reali.
E’ stata è pertanto fatta un’accurata analisi storica dell’intera zona di intervento, potendo contare su cartografia georeferenziata e datata fino al 1954 (già elencata).

Sono state censite le seguenti frane storiche:

  • Frana di località “il Girone” – Corbara, Gennaio 1997
  • Frana di Vallone Sant’Angelo – Sant’Egidio del Monte Albino, 10 gennaio 1997
  • Frana al K.8 della S.P.2b “Valico di Chiunzi” – Corbara (1998-2000)
  • Frana nel Versante occidentale di Colle Calavricito – Corbara (2005-2007)
  • Frana di Vallone Mandrino – Sant’Egidio del Monte Albino, 31 Ottobre 2012

In figura 4 uno stralcio dei dati prodotti: individuazione del limite della fascia pedemontana, distinzione dei versanti in sub triangolari e incisi e definizione della linea di possibile innesco di un fenomeno franoso, prendendo a riferimento i dati della carta della pericolosità da frana dell’AdB ex Sarno.

Figura 4 : caratterizzazione morfologica dell’area di interesse

Seguendo la procedura descritta nella Dispensa del Corso “Redazione della Carta dei Punti di Crisi” del prof. Antonio Santo, per ogni versante individuato sono stati stimati i volumi medi mobilizzabili (figura 5).

Figura 5 : stralcio della carta dei volumi mobilizzabili prodotta

B) Definizione della zona di invasione

La zona di possibile invasione è stata definita prendendo a riferimento la carta della pericolosità da frana dell’Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale (ex Sarno) e nello specifico il limite inferiore. L’areale costruito è stato limitato verso monte dal limite dell’area pedemontana, come chiaramente mostrato in figura 6.

La zona è stata ulteriormente distinta in funzione delle caratteristiche morfologiche di monte (versanti incisi o versanti incanalati) e ulteriormente individuate quelle porzioni di territorio CRITICO in cui la problematica franosa / alluvionale interseca manufatti antropici.

Figura 6: stralcio della carta di invasione prodotta

C) Definizione dei Punti Critici

Acquisita una buona conoscenza di base del territorio, sono stati scelti – a tavolino – alcuni punti critici da controllare successivamente in campo.
Per l’individuazione di molti è stato prezioso il supporto del dott. Federico Baistrocchi, geologo dell’Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale (ex Sarno) e “Docente sul Campo” per questo Corso di Formazione.
E’ stata così predisposta una campagna di rilevamento di 4 giorni in campo:

  • 15/02/2014 a Corbara
  • 27/02/2014 a Sant’Egidio del Monte Albino (con il geol. Baistrocchi)
  • 05/03/2014 a Corbara e ad Angri (con il geol. Baistrocchi)
  • 12/03/2014 a Sant’Egidio del Monte Albino, Corbara e Angri

dove sono stati rilevati e descritti in dettaglio tutti i Punti Critici individuati precedentemente su carta. Ma i sopralluoghi in situ hanno permesso anche di aggiungerne di nuovi, grazie al rilievo diretto di situazioni molte volte “invisibili” da una carta topografica.
In aggiunta alla “carta di campagna”, base di riferimento per il rilievo tecnico specifico, è stata allestita una cartografia virtuale portatile, inserendo su un tablet la carta tecnica regionale CTR 5000, opportunamente georeferenziata e interfacciando lo strumento con il GPS professionale TRIMBLE PRO XH (con errore submetrico in post-elaborazione): con questa attrezzatura è stato possibile eseguire un rilievo accurato di ogni singolo punto, senza le incertezze e approssimazione della sola carta topografica.

Figura 7 : rilevamento con attrezzature di ultima generazione: tablet cartografico e GPS professionale.

Sono stati in definitiva individuati 26 Punti Critici, sicuramente non esaustivi dei reali rischi presenti nei comuni oggetti di studio (figura 8).

Figura 8 : Punti Critici individuati per il territorio oggetto di studio

Prendendo a Riferimento – come indicazione per il censimento – il Fax-Simile definito dal prof. Antonio Santo durante il Corso di Formazione, per ogni Punto Critico individuato è stata redatta una scheda tecnica dettagliata oltre ad una sezione di annotazioni di quanto rilevato in campagna: caratteristiche morfologiche, stralci di carte tecniche preparate ad hoc, rilievi fotografici o colonne stratigrafiche di affioramenti.

Individuati tutti i bacini dell’area di studio, per ognuno dei quali sono state definite le seguenti caratteristiche idrologiche derivate da:

  • Modello Digitale del Terreno ricavato da dati LIDAR del Ministero dell’Ambiente con Risoluzione 1m
  • Individuazione Reticolo Idrografico tramite l’uso dell’applicativo HEC-HMS
  • Analisi Cartografiche e GIS con l’applicativo QGIS
  • Dati Pluviometrici della Stazione Idrologica “Corbara – Sant’Egidio del Monte Albino” resi disponibili dalla Giunta Regionale della Campania – Direzione Generale per la Protezione Civile, Centro Funzionale di Napoli
  • Elaborazione serie pluviometrica tramite GUMBEL
  • Tempo di corrivazione con la formula di Kirpich
  • Portata secondo la formula razionale